mercoledì 29 aprile 2015

Le tendenze nel food: alcuni spunti dall'indagine Ipsos per Tuttofood 2015


Tendenze del food, Ipsos, Tuttofood





Qualche giorno fa, nell’ambito della conferenza stampa di presentazione di Tuttofood 2015 è stata esposta  la ricerca fatta da Ipsos per conto di Tuttofood: un quadro che analizza le attuali tendenze nel mondo food ed offre una previsione degli atteggiamenti  in evoluzione.
La ricerca Ipsos ha tenuto conto sia di quanto si rileva analizzando la situazione italiana sia quella relativa al resto del mondo, in particolare analizzando le abitudini, gli atteggiamenti, le scelte e  le tendenze  in cambiamento di due generazioni: i MILLENNIALS (giovani 18-29 anni) e i BABY BOOMERS (adulti 50-64 anni).
Come prima cosa si evidenzia un cambiamento generale nell’approccio al consumo: se ieri il consumo era orientato ad una “attestazione di status”, quindi era legato al bisogno di possesso ed era lo strumento di rappresentazione sociale di sé, ora esso assolve una funzione di  “esplorazione autorelizzativa” ossia deve rispondere ad un aumentato bisogno di gratificazione emotiva.
Prendendo questo assunto come base, diversi sono gli aspetti che la ricerca Ipsos analizza.
Il primo è il rapporto fra piacere e salute. In un mondo più spostato verso il consumo edonistico che verso la sola salute, l’Italia si colloca, rispetto ad altri paesi,  in una posizione di maggior equilibrio nella ricerca della combinazione fra i due elementi e questo riguarda abbastanza in ugual modo sia i Millennials che i Baby Boomers. In Italia sicuramente c’è una forte attenzione agli ingredienti: è infatti il Paese che mostra la maggior tensione a questo aspetto, proponendo così un consumatore più attento ed evoluto. C’è però un’estrema differenza di atteggiamento fra le due generazioni: i Baby Boomers superano di gran lunga i Millennials in questa attenzione. Si punta quindi al salutismo come si può notare dalla grafica sottostante.

Un altro tratto distintivo tutto italiano è la tensione alla cucina domestica soprattutto fra i Baby Boomers: il tempo dedicato alla cucina varia da zona a zona dell’Italia e dal sesso. Se i Millennials e i Baby Boomerers che cucinano spendono giornalmente in questa attività più o meno la stessa quantità di tempo (66 min. i primi, 63 min. i secondi), gli uomini (cosa  per nulla scontata) vi dedicano 57 min. mentre le donne 68. Un grossa differenza si nota negli atteggiamenti fra le diverse aree geografiche e più si va verso il sud più si sta in cucina ( nord ovest 50 min, nord est 58 min.,  centro 66 min, sud ed isole ben 72 min.).
I cibi di produzione industriale sono prediletti dai Millennials: dei piatti pronti apprezzano soprattutto i tempi brevi di preparazione, la possibilità di essere conservati, la varietà e l’economicità. Dovranno però apparire d essere sempre più “smart” e “cheaps”. I cibi freschi sono ritenuti, comunque, sempre più sani e saporiti anche se, soprattutto i Millennials li ritengono più cari rispetto  a quelli pronti.
Ma dove mangiano gli italiani? In casa o fuori? Dove fanno colazione, pranzo e cena?
Sono soprattutto i Millennials a pranzare  fuori casa, mentre i Baby Boomers sono più portati a cenare fuori.

 I Millennials sono più orientati alla comodità, alla varietà ed al gusto: amano provare cibi diversi dal solito, mangiar bene e non dover cucinare. Mentre sia Millennials che Baby boomerrs escono a cena per concedersi una serata in relax, incontrare gli amici o festeggiare un evento.
Anche l’approccio al cibo e alla cucina in casa si evolve e procede su determinate linee guida.
La cucina è sempre più un modo di esprimere se stessi: la creatività la fa da padrona così come il condividere (sui social) le proprie idee e realizzazioni. La cucina non è più il regno della padrona di casa: gli uomini entrano in gioco, così come gli ospiti ai quali si lascia facoltà di cucinare. Complici anche le trasmissioni televisive ed i social, si acquista sempre più un gergo specialistico e una maggior cura dei dettagli e dell’estetica. E sempre dai media e dai social si acquisiscono suggerimenti pratici su prodotti e piatti. Si affacciano sempre più prodotti e strumenti che alleggeriscono la fatica del cucinare, così come i preparati e le basi ne velocizzano i tempi: nella cucina casalinga coesistono preparazioni proprie con piatti pronti senza che questo generi resistenze o sensi di colpa.

Vien ora da chiedersi …. che tipo di cucina preferiamo? Italiana o etnica? I più sbilanciati verso l’etnica sono i Millinnials che le riconoscono maggior varietà e possibilità di scoprire sapori nuovi. ( tab 18) . Provate a pensare quale fra questi cibi/piatti ha maggiormente influenzato il nostro modo di mangiare: hamburger, kebab o sushi? E ora pensate quali altri piatti avranno impatto nel nostro modo di mangiare. Avete pensato? Ora scoprirete cosa pensano gli altri italiani: cliccate qui
Continuiamo “giocare” insieme. Fra pizza, pasta, espresso/cappuccino, mozzarella, parmigiano/grana,olio d’oliva, quale è il cibo/piatto/ricetta che secondo voi  ha più influenzato la cucina degli altri paesi? Fatta la vostra  classifica? Confrontatela  con quella degli intervistati: cliccate qui.

Ed ecco allora che cosa succederà in futuro?
Il 2015 sarà l’anno del salato ma … con poco sale: si cercheranno gusti sapidi,maturi, con una conseguenze predilezione per alimenti salati ma con un’attenzione alla diminuzione del sodio nelle preparazioni e nei cibi.
Sarà l’anno della leggerezza. Sempre più gli italiani  sono consapevoli che la salute inizia a tavola e quindi la ricerca va verso piatti e ricette che coniughino gusto e attenzione alla salute.
Sarà il 2015 un anno tra forza e delicatezza. Gli italiani interrogati  dovendo  scegliere fra un 2015 del “ forte e piccante” o del “delicato e rassicurante”,  si dividono. Il 53% ritiene, infatti,  che sarà un anno nel  segno del rassicurante, in cui si cercheranno cibi più delicati, in grado di soddisfare il palato senza stancare; mentre il 47% ritiene che il 2015 sarà un anno delle sensazioni forti che si concretizzerà nella ricerca di gusti decisi e sapori piccanti: sono soprattutto le persone fra i 30 ed i 50 anni che optano per questa posizione.
Sarà un anno della tradizione ma non per tutti: il 60% ritiene che il 2015 sarà un anno della riscoperta delle origini, delle tradizioni. Questo però soprattutto nelle  indicazioni delle persone più mature, mentre per i più giovani ci sarà una ricerca di una cucina innovativa e dell’atipico.
A cosa porterà tutto quello che abbiamo visto finora? Nel medio periodo si avrà una crescita del fresco, del biologico e si ridurrà il sale a favore dei gusti delicati: ecco cosa utilizzeranno più spesso gli italiani nel corso dei prossimi 2-3 anni


Sintetizziamo?
Lo stile di consumo sta cambiando, non si guarda più allo status ma all’esperienza che arricchisce: la sensibilità è volta a ciò che è originale, verso ciò che impegna poco tempo e denaro.
Si tende ad un salutismo “non  punitivo” che preservi il gusto senza rinunciare al piacere della tavola , con attenzione ad ingredienti e salute. .
Vi sarà attenzione alle tradizioni, ma con una ricerca dell’originale ( più che dell’innovazione) .
Il modo di cucinare evolve, si mira sempre più all’espressione di sé, alla cura dei dettagli (su imitazione degli specialisti del settore), tutto questo però associato alla volontà di liberarsi dalla fatica …. si delega al prodotto cercando una sintesi fra artigianale ed industriale.
Il prodotto industriale ed il fresco coesistono nella cucina domestica, il primo nel momento in cui si decide di mangiare fuori casa  è associato allo street food, mentre il secondo al ristorante.

Ogni tanto è bene conoscere, pensare, riflettere .... oggi lo abbiamo fatto sul cibo e le sue tendenze.




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