mercoledì 19 novembre 2014

Semi di papavero... buoni e ricchi di proprietà

Semi di papavero

I semi di papavero per l'alimentazione si ottengono in prevalenza dal Papaver nigrum e dal Papaver setigerum. Ovviamente, i semi di papavero colti per l'alimentazione non contengono i principi farmacologici del Papaver somniferum e il loro utilizzo si limita alla produzione dell'olio o alla torrefazione per il consumo generico.
I semi di papavero nigrum o setigerum sono neri o blu e caratterizzano fiori con petali neri (nigrum) o bianchi macchiati di viola o porpora.
I semi di papavero venivano già usati in antichità . In particolare gli antichi Romani li consumavano e li mescolavano crudi al miele   come condimento oppure li tostavano come ingrediente della placenta mellita papavere, un dolce raffinato e molto apprezzato. I Romani attribuivano al papavero proprietà toniche e quasi afrodisiache, ragion per cui ne prevedevano l'aggiunta al cocetum, una bevanda servita agli sposi novizi prima della "luna di miele". I Galli usavano soprattutto l'olio di semi di papavero che diffusero progressivamente in tutta l'Europa centrale.
Ora in semi di papavero sono un ingrediente molto diffuso nella cucina principalmente del Nord Europa.
I semi sono piccoli concentrati di preziosi nutrienti. Al loro interno si nascondono molecole note per le loro proprietà antiossidanti e salutari, primi fra tutti l’acido oleico, che aiuta a ridurre i livelli di colesterolo “cattivo” aumentando, allo stesso tempo, quelli di colesterolo “buono”. Contengono inoltre acido linoleico, vitamine del gruppo B importanti per il metabolismo dei grassi e dei carboidrati e diversi minerali ( ferro, rame, calcio, potassio, manganese, zinco, magnesio)
Anche il rivestimento esterno fornisce sostanze utili all’organismo: la buccia contiene , infatti, molte fibre utili per favorire i processi digestivi e per contrastare i problemi intestinali. Non solo, le fibre si legano ai sali biliari contenenti colesterolo, riducendo il loro assorbimento e, quindi, i livelli di colesterolo nel sangue.
Reperirli è molto semplice, anche i supermercati ne sono riforniti. Più delicata, invece, è la loro conservazione. Essendo ricchi di acidi grassi polinsaturi irrancidiscono facilmente. Per questo è meglio comprarne piccole quantità da non dover conservare a lungo e riporli al buio in un luogo fresco e asciutto.
In cucina, possono essere utilizzati così come sono, macinati o per preparare degli impasti. A me piacciono tantissimo utilizzati così come sono. Fra le ricette ne troverete già alcune in cui li ho utilizzate ed altre arriveranno. Hanno un sapore particolare e direi intenso, per cui , se non li avete mai provati, la prima volta usateli con parsimonia :-)

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