mercoledì 22 luglio 2015

La fabbrica di cioccolato - Roald Dahl




Questa è una stanza molto importante!» esclamò il signor Wonka; così dicendo estrasse un mazzo di chiavi dalla tasca e ne inserì una nella serratura. «É il centro nevralgico di tutta la fabbrica, il cuore dell’intero sistema! Ed è così bella! Io esigo che i locali della fabbrica siano belli! Non sopporto la bruttezza negli stabilimenti industriali! Signori, entrate, prego! Ma, mi raccomando, ragazzi, state molto attenti! Non perdete la testa, cari! Non vi eccitate troppo! Mantenete la calma!» Il signor Wonka finì di aprire la porta. I cinque ragazzi e i nove adulti varcarono la soglia... e ohhh! Che vista stupefacente si aprì loro allo sguardo! Ai loro piedi si estendeva una bellissima valle. Su entrambi i lati c’erano prati verdeggianti, mentre a fondovalle scorreva un ampio fiume marrone. Inoltre, verso la metà del corso del fiume c’era una formidabile cascata: una roccia scoscesa sul cui bordo l’acqua sembrava arricciarsi e trasformarsi in una lastra compatta che poi si frantumava in un ribollio vorticoso di spuma e schizzi.Sotto la cascata, cosa ancor più stupefacente, c’era una grande matassa di enormi tubi di vetro che pendevano dall’alto sin quasi a sfiorare la superficie dell’acqua. Il diametro di quei tubi era veramente notevole. Ce n’erano almeno una dozzina e risucchiavano l’acqua densa e marrone per portarla poi chissà dove. Siccome erano trasparenti, si poteva seguire il turbolento percorso del liquido al loro interno. Sopra il rombo della cascata si sentiva il continuo succhia-succhia dei tubi che aspiravano senza posa il liquido. Lungo le sponde del fiume crescevano bellissimi alberi e arbusti - salici piangenti e ontani circondati da alti cespugli di rododendri pieni di fiori rosa, rossi e lillà. Nei prati occhieggiavano a migliaia i ranuncoli. «Guardate là!» esclamò il signor Wonka saltellando su e giù e indicando con il suo bastone dal manico d’oro il grande fiume marrone. «É tutta cioccolata! Ogni goccia che scorre in quel fiume è cioccolata fusa della migliore qualità. Della massima qualità, direi! In quel fiume c’è abbastanza cioccolata calda da riempirci tutte le vasche da bagno del paese! E anche tutte le piscine! Non è fantastico? E guardate i miei tubi! Risucchiano la cioccolata e la trasportano negli altri locali della fabbrica dove serve la materia prima! Centinaia di migliaia di litri all’ora, cari i miei ragazzi! Centinaia e centinaia di migliaia di litri!» I ragazzi e i loro genitori erano rimasti troppo stupiti per riuscire a dire alcunché. Se ne stavano lì attoniti, a bocca aperta, con gli occhi fuori dalle orbite e ammutoliti. Non riuscivano a riprendersi dallo stupore e continuavano a fissare abbacinati quell’incredibile spettacolo. La sua magnificenza e grandiosità li aveva del tutto sconcertati e non riuscivano a distogliere lo sguardo da tanto splendore. «La cosa più importante è senz’altro la cascata!» riprese a spiegare il signor Wonka. «Serve infatti a miscelare perfettamente la cioccolata! La rigira ben bene, la mischia e la raffina! La rende spumosa e leggera! Nessun’altra fabbrica al mondo usa il metodo della cascata per raffinare il prodotto di base! Eppure è la maniera migliore di farlo! Anzi, l’unica maniera di farlo! E che ne dite dei miei alberi?» esclamò, indicandoli col suo bastone. «E i miei cespugli? Non li trovate graziosi? Come dicevo poco fa, detesto la bruttezza! E naturalmente sono tutti commestibili! Tutti fatti di sostanze diverse e deliziose! E avete visto che bei praticelli? Vi piace l’erbetta costellata di ranuncoli? L’erba che avete sotto i piedi, miei cari, è fatta di un nuovo tipo di zucchero mentolato morbido che ho appena inventato! L’ho chiamato sorbiolo! Provate ad assaggiarne un filo, prego! É delizioso!» Come automi, tutti si chinarono e raccolsero un filo d’erba - tutti, cioè, tranne Augustus Gloop, che ne afferrò una manciata. Violetta Beauregarde, prima di assaggiare il suo filo d’erba, si tolse di bocca la gomma da primato del mondo e se l’appiccicò con cura dietro l’orecchio destro. «Quant’è buona!» mormorò Charlie. «Ha un sapore delizioso, non è vero nonno?» «Altro che! Me la brucherei tutta!» rispose Nonno Joe, sorridendo contento. «Mi metterei a quattro zampe come una mucca finché non avessi mangiato ogni singolo filo d’erba in tutto il prato!» «Assaggiate i ranuncoli!» li esortò il signor Wonka. «Sono anche migliori!» D’un tratto l’aria si riempì di gridolini eccitati. Era Veruca Salt, che gridava con l’indice freneticamente puntato verso l’altra sponda del fiume. «Guardate! Laggiù, laggiù! Cosa sarà? Si muove! Cammina! É una persona piccola piccola! É un omiciattolo! Laggiù subito dopo la cascata!» Tutti smisero di cogliere ranuncoli e guardarono l’altra riva. «Nonno, ha ragione!» esclamò Charlie. «L’ho visto anch’io! É proprio un omiciattolo! Lo vedi?» «Lo vedo sì, caro!» rispose estasiato Nonno Joe. Si misero tutti a gridare allo stesso tempo: «Sono due!». «Perdindirindina, è vero!». «Eccone altri due! Anzi, tre, quattro, cinque!». «Ma che stanno facendo?» .«Ma da dove sono spuntati?» .«Ma chi sono?». Genitori e ragazzi corsero sul bordo del fiume per vedere meglio. «Ma sono degli esseri fantastici!». «Non sono più alti del mio ginocchio!». «Guardate che buffe capigliature lunghe hanno!». Gli omiciattoli - non più grandi di bambolotti - avevano smesso di lavorare e fissavano attoniti i visitatori dall’altra parte del fiume. Uno degli omini puntò il dito verso di loro e poi si mise a bisbigliare qualcosa all’orecchio degli altri quattro, e tutti e cinque scoppiarono in una sonora risata. «Ma sono gente vera! Non è possibile!» esclamò Charlie. «Certo che sono gente vera!» rispose il signor Wonka. «Sono Umpa-Lumpa».

La fabbrica di cioccolato ( cap. la stanza di cioccolata) – Roald Dahl

2 commenti:

  1. Leggere questa pagina è stato un "toccasana", brava, bellissima idea

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vedrai il prossimo post letterario. ...ragu

      Elimina

Printfriendly