martedì 21 ottobre 2014

A tu per tu con i gorilla



Oggi vi propongo il racconto di un'esperienza veramente emozionante ed unica fatta da amici in Rwanda.
Gorilla



Volevo fare qualcosa di memorabile per festeggiare i 50 anni  ed essendo una grande viaggiatrice ho pensato subito a un viaggio insolito.
Una sera, vedendo un documentario sui gorilla che vivono sulle montagne al confine tra Rwanda, Uganda e Repubblica Democratica del Congo  mi si accende la lampadina – perche’ no?
In fondo, i gorilla sono animali (vegetariani)  tranquilli se si seguono poche e semplici regole, e i due paesi che ne ospitano la maggior parte -  l’Uganda e il Rwanda - hanno  un paesaggio collinare lussurreggiante  punteggiato da laghi e corsi d’acqua. 
Fatte le dovute ricerche riguardo alla stagione migliore, decidiamo di andare in Uganda per le vacanze di Natale.
Prenotiamo da soli voli e alberghi, ma per incontrare i nostri cugini e’ necessario ottenere uno speciale permesso dalle autorita’ ugandesi e andare con un safari organizzato.
Ogni giorno vengono emessi solo 64 permessi per visitare le 8 famiglie di gorilla che vivono nel Bwindi National Park e stare insieme a loro al massimo un’ora.
Un’agenzia di Kampala ci organizza il safari di 3 giorni – l’autista ci viene a prendere in fuoristrada all’albergo dove allogggiamo e partiamo alla volta del Bwindi National Park.  Anche se non e’ stagione delle piogge, la strada e’ impervia, a dir poco, tanto che ci mettiamo 5 ore per percorrere non piu’di 70 km!
Finalmente arriviamo nel lodge all’interno del parco dove passeremo il resto della giornata.  Ci rilassiamo alla vista di un panorama stupendo: la foresta pluviale fittissima sotto di noi e’ un tappeto verde che si estende a vista d’occhio,  peccato che siamo gli unici ospiti!
Il mattino dopo ci ritroviamo con gli altri 62 turisti dotati di permesso nel centro visitatori delle autorita’ ugandesi del parco.  Nel briefing pre-visita, i ranger ci spiegano come dobbiamo comportarci in presenza dei gorilla:
non mangiare
non muoversi di scatto
mai dare le spalle ai gorilla
non avvicinarsi a piu’ di 4-5 metri
parlare sotto voce
tossire/starnutire dalla parte opposta alla posizione degli animali
Poi ci dividono in 8 gruppi di 8 persone ciascuno e , dotati di cappellini, spray anti-insetti e giacche impermeabili,  partiamo alla ricerca dei gorilla, ciascun gruppo guidato da un ranger e seguito da due “guardie”armate di fucile, in caso dovessimo incontrare  qualche bestia a distanza ravvicinata. Il ranger ci avvisa che potremmo dover camminare anche  un paio di ore prima di trovare i gorilla! In realta’,  hanno mandato avanti dei battitori per cercare le famiglie e farci andare nella direzione giusta.
Dopo una mezz’ ora ci comunicano che li hanno trovati – una gruppo di una dozzina di membri di varie eta’.
Il ranger e i battitori appiattiscono l’erba alta e tagliano le canne con i machete per consentirci di vederli meglio. Eccoli, finalmente. C’e’ il capo famiglia – il silverback – riconoscibile dal manto argenteo,  due maschi adulti, tre femmine , un paio di giovani e una manciata di cuccioli. Sono tutti rilassatissimi, sembrano stanchi , di sicuro non hanno la minima intenzione di attaccarci.  Il ranger ci spiega che sono stati in giro tutta la notte alla ricerca di cibo, per cui adesso e’ tempo di riposo.
Fanno delle facce buffe, si grattano, si tolgono le pulci a vicenda, si scaccolano ( e poi mangiano il contenuto), c’e’ chi , non contento dell’abbuffata notturna, sgranocchia foglie e rami. Le macchine fotografiche non si fermano un istante.  Uno dei battitori ci chiama – poco distante c’e’ un’ altra femmina con due cuccioli tenerissimi. E’ una scena epocale, perche’ la mamma si sbaciucchia i piccoli. Non riusciamo a staccare lo sguardo da quella scena, ma l’ora che abbiamo a disposizione e’ gia’ passata e bisogna lasciarli in pace.
Torniamo al  centro visitatori a malincuore, ma emozionati da una mattinata indimenticabile!


















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