mercoledì 22 febbraio 2017

Identità Golose Milano 2017: il tema dell'anno "il Viaggio" ed una breve carrellata sui principali focus

Identità Golose 2017
 
 
Preparate le valigie: la partenza è da Milano e precisamente il 4 marzo sulle ali del Congresso Identità Golose 2017!
Dopo il 2016 in cui il tema del Congresso di Identità Golose era la Libertà, quest’anno filo conduttore degli interventi più importanti ed attesi del Congresso sarà proprio il Viaggio
 
“Il viaggio come tema di Identità 2017 – dice Paolo Marchi nella sua presentazione sul sito di Ig-  ribadire che tutto quello che consumiamo, non appena usciamo dalla schiavitù della povertà che ti inchioda a mettere nello stomaco quello che c’è, è frutto di viaggi. E’ sufficiente vedere le conseguenze delle esplorazioni di Colombo, Vespucci, Cortes e le Americhe, il sale e il caffè, le strade che portano verso l’Asia, le vie del sale e delle spezie. Tutto viaggia e da sempre. Viaggia l’uomo, viaggiano i prodotti, pomodoro, fagioli, tacchini... Viaggiano i semi e i pollini portati dal vento e dalle onde, ma anche, ai giorni nostri, da turisti ignari. Viaggiano le idee, il tiramisù ha invaso il mondo e noi siamo stati invasi dal sushi... Libertà all’ennesima potenza che va preservata.
E sarà anche molto bello vedere come ingredienti e idee tradizionali in un Paese, sono creativi da tutt’altra parte del pianeta.”
“Se non avessimo avuto i viaggi di Colombo e tutti gli altri- aggiunge, raggiunto telefonicamente- non avremmo la cucina italiana che conosciamo. Cerchiamo di far riflettere sul fatto che quando mangiamo qualcosa esso è frutto di conoscenze, di viaggi, di aperture, di curiosità verso altre culture, a volte anche della casualità o della disperazione di qualcuno che ha portato dei prodotti o ha provato determinate soluzioni. Pensare che ci si possa chiudere in se stessi è anacronistico ed antistorico “
Gli interventi che, nelle giornate del 5 e 6, svilupperanno questo tema si svolgeranno nella sala principale l’Auditorium con gli interventi- fra gli altri- di Cracco, Bottura, Crippa, Beck, Romito, Alajmo e Niederkofler. 

venerdì 10 febbraio 2017

Cioccolato assoluto ( crostata al cacao con ganache di cioccolato fondente)

dolce con frolla al cacao e crema al cioccolato


Tuffo nel cioccolato!
Questa torta è proprio questo: un tuffo in un mare di cioccolato... un po' croccante, un po' morbidamente avvolgente, un po' amaro ed un po' piacevolente dolce.
Cioccolato assoluto: così era chiamata  questa delizia in cui mi sono imbattuta ancora anni orsono. Subito ne sono stata incuriosita, anzi direi catturata.
Per gli amanti del cioccolato è difficile pensare a qualcosa di più buono, godurioso ed  invitante!! L'ho preparata appena scoperta, circa tre anni fa, è stata la conferma di una irresistibile bontà e poi ... stranamente non l'ho più rifatta.
Qualche giorno fa, preparando la pasta frolla al cacao per una crostata, mi è tornata in mente e.... non ho resistito. Questa volta per la frolla e per la ganache ho usato la ricetta del mitico Ernst Knam e devo dire che la torta è risultata ancora più buona!
E... per la serie anche i dolci hanno la loro morale ed il loro insegnamento: equilibrio e misura ecco così ci insegna questo dolce. Si, perchè gli amanti del cioccolato sarebbero tentati, come ho fatto io una volta, di abbondare con esso; sarebbero invogliati a fare uno strato più alto di cioccolato fondente, a mettere più ripieno di ganache... ma è proprio nell'equilibrio delle consistenze, delle quantità e dei sapori che questa torta trova la sua massima espressione. Proprio come nella vita: equilibrio e misura spesso, se non sempre, esaltano la bellezza e la soddisfazione.
Io vi lascio i consigli per rendere questa torta una delizia assoluta, per vita ... a voi ognuno ha la sua ricetta :-) e lì qualche follia, ogni tanto, è meglio concedersela !!

giovedì 2 febbraio 2017

Marcovaldo al supermarket- Italo Calvino

Marcovaldo al supermarket - I. Calvino

Alle sei di sera la città cadeva in mano dei consumatori. Per tutta la giornata il gran daffare della popolazione produttiva era il produrre: producevano beni di consumo. A una cert'ora, come per lo scatto d'un interruttore, smettevano la produzione e via! Si buttavano tutti a consumare. Ogni giorno una fioritura impetuosa faceva appena in tempo a sbocciare dietro le vetrine illuminate, i rossi salami a penzolare, le torri di piatti di porcellana a innalzarsi fino al soffitto, i rotoli di tessuto a dispiegare drappeggi come code di pavone, ed ecco già irrompeva la folla consumatrice a smantellare a rodere a palpare a far man bassa. Una fila ininterrotta serpeggiava per tutti i marciapiedi e i portici, s'allungava attraverso le porte a vetri nei magazzini intorno a tutti i banchi, mossa dalle gomitate di ognuno nelle costole di ognuno come da continui colpi di stantuffo. Consumate! e toccavano le merci e le rimettevano giù e le riprendevano e se le strappavano di mano; consumate e obbligavano le pallide commesse a sciorinare sul bancone biancheria e biancheria; consumate! e i gomitoli di spago colorato giravano come trottole, i fogli di carta a fiori levavano ali starnazzanti, avvolgendo gli acquisti in pacchettini e i pacchettini in pacchetti e i pacchetti in pacchi, legati ognuno col suo nodo a fiocco. E via pacchi pacchetti pacchettini borse borsette vorticavano attorno alla cassa in un ingorgo, mani che frugavano nelle borsette cercando i borsellini e dita che frugavano nei borsellini cercando gli spiccioli, e giù in fondo in mezzo a una foresta di gambe sconosciute e falde di soprabiti i bambini non più tenuti per mano si smarrivano e piangevano.
Una di queste sere Marcovaldo stava portando a spasso la famiglia. Essendo senza soldi, il loro spasso era guardare gli altri fare spese; inquantoché il denaro, più ne circola, più chi ne è senza spera:"Prima o poi finirà per passarne anche un po' per le mie tasche". Invece, a Marcovaldo, il suo stipendio, tra che era poco e che di famiglia erano in molti, e che c'erano da pagare rate e debiti, scorreva via appena percepito. Comunque, era pur sempre un bel guardare, specie facendo un giro al supermarket.

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