sabato 18 novembre 2017

Gnocchi di castagne e ricotta con funghi pioppini e pancetta

gnocchi_castagne_ricotta


Trovo che pochi cibi siamo rassicuranti come gli gnocchi!
Oggi il Calendario del cibo italiano dedica la giornata proprio a questo piatto: una pioggia di gnocchi è in arrivo sul web: nel sito troverete ricette di ogni tipo, da quelli di zucca a quelli di pane, dagli gnudi agli gnocchi ripieni, da quelli alla romana a quelli alla sorrentina....
Io, visto la mia ben nota ed assoluta passione per le castagne,  ho scelto di preparare degli gnocchi in cui proprio loro sono le protagoniste. Sono semplici, semplici: pochissimi ingredienti, solo farina di castagne, ricotta ed un uovo per legare. Il risultato è un piatto ricco di sapore, intenso.
Per il condimento non c'è che l'imbarazzo della scelta: dal semplice burro fuso, rosmarino, uvetta e pinoli- a ricordare il castagnaccio-, a dadini di zucca e una spolverata di ricotta salata, da una crema di gorgonzola e radicchio grigliato ad un delicato ragù di coniglio... Io ho scelto dei buoni e graziosi pioppini e della pancetta croccante. Semplicemente perfetti: il miglior comfort food dell'autunno :-) !

mercoledì 25 ottobre 2017

Cannoncini di pasta sfoglia per la sfida Mtc68 -"Vorrei essere un cannoncino"


cannoncini al cioccolato fondente e al cocco-ananas e rum

“Vorrei essere un cannoncino!” “Forse un po’ lo sono”.

Come riassumere la sfida numero 68 dell’Mtchallenge in due frasi.
Andiamo per ordine. Francesca Geloso del blog "121 gradi" ha lanciato con la sua proposta non una sfida ma una vera provocazione prima di tutto alla golosità generale.
Come per molti i cannoncini, quelli rigorosamente alla crema, sono un ricordo indelebile delle domeniche d’infanzia. Due erano i rituali che ricordo vivissimamente: il profitterol dell’Alemagna di Via Silva ed il vassoio di mignon della Lorini Via Castel Morrone.
Il profitterol di Alemagna era uno spettacolo. In pasticceria c’era un grosso banco deputato solo a questo dolce che veniva “montato” al momento in base alle richieste del cliente: si poteva scegliere il tipo di cioccolato della copertura, la farcitura, la dimensione… e i bignè erano di una bontà inimmaginabile, sempre freschissimi e golosissimi. Una domenica al nostro entrare vedemmo una cosa terribile: non più il meraviglioso bancone ma una sorta di cella frigorifera, stile obitorio di CSI, in cui i profitterol, ben asetticamente allineati, erano pronti per la vendita: il dolce sarà stato ancora buonissimo ma la poesia era scomparsa del tutto e così finirono le nostre domeniche in Alemagna.

cannoncini di pasta sfoglia




Il vassoio o cabaret di pasticcini, come lo chiamava mia mamma, è l’altro capitolo domenicale che ricordo: in questo i cannoncini avevano la loro bella parte. Nonostante siano passati, aihmé, non pochi anni ricordo ancora benissimo la pasticceria Lorini sulla strada per andare dalla nonna, il profumo che avvolgeva appena entrati, la bella e grande esposizione di dolcetti: i miei preferiti erano i bignè con granella di zucchero in superficie e crema chantilly all’interno e i cannoncini. Allora le pasticcerie non erano delle gioiellerie come ora e il vassoio che prendevamo da portate dalla nonna era veramente bello, grande e ricco. La nonna non cucinava molto bene, anzi direi per nulla, ma c’era di che consolarsi a fine pranzo. Mio papà e suo fratello si mettevano seduti vicini con il vassoio davanti e sembravano tornare bambini!
cannoncino sfogliatoCi stiamo avvicinando all’argomento "cannoncini": mi rendo conto di averlo preso un po’ alla larga, così come ho preso alla larga la loro preparazione. La nostra Francesca, non contenta di averci dato una tale ricetta con cui confrontarci, ci ha chiesto anche di dedicare i cannoncini a qualcuno e io dà lì son partita, forse per esorcizzare l’idea della loro esecuzione. Ho cominciato con il pensare di dedicarli a mio papà che, ormai in pensione, ogni tanto usciva da casa e si faceva una bella passeggiata a piedi fino in corso di Porta Romana per prendersi un caffè con cannoncino da Panarello e tornava con un vassoietto per me e mamma. In mente si sono affacciate un po’ di idee, fra familiari, amici golosissimi… colleghi, mio figlio, perché- si sa- una mamma se deve dedicare qualcosa al figlio pensa sempre! Dalla scelta della dedica, poi, dipendeva anche la crema che doveva essere in sintonia con i gusti del dedicando.

"Storie di pasta" a Identità Golose 2017



CacioPepe, carbonara e genovese- Davide Scabin
CacioPepe, carbonara e genovese- Davide Scabin


Ormai Identità Golose da tempo ci ha abituati ad imperdibili lezioni in cui la pasta è la grande protagonista.
Quest’anno ad Identità di Pasta si sono numerosi chef quali Carlo Cracco, Davide Scabin, Matteo Baronetto ed innumerevoli altri che hanno dato la loro proposta e visione di pasta.
La pasta racconta storie di cucina e di modi di approcciarsi ad essa; la pasta, però, può farsi essa stessa racconto comunicando un mondo, una storia.
Aspic di spaghetti- Matteo Baronetto
Aspic di pasta- Matteo Baronetto






Nella proposta di Matteo Baronetto gli spaghetti, finiti con sugo di carne e peperoncino, sono racchiusi in un Aspic. La pasta, in questo caso, è utilizzata molto differentemente da come siamo abituati, diventa altro rispetto al nostro comune immaginario. Cotta ben più che a dente in modo che resti compatta, diventa un elemento di un piatto nuovo, forse più un antipasto che altro: è un ingrediente di una ricetta, al pari di tanti altri. La pasta racconta, qui, una ricerca su sé stessa, un nuovo modo di vederla e di approcciarsi ad essa.









Spaghetti al tè verde matcha, wasabi e bottarga- Carlo Cracco
Spaghetti al tè verde matcha, wasabi e bottarga- Carlo Cracco



La pasta può raccontare storie di contaminazione e di apertura verso altre realtà geografiche e culturali. Una delle proposte di Carlo Cracco porta lontano, in Oriente. Gli spaghetti sono abbinati al tè verde matcha, alla polvere di wasabi fresco disidratato ed a pepe sansho poco piccante ma ricco di molte note agrumate: questi ingredienti, legati dal burro, diventano una salsa verde usata per condirli. Questa pasta, finita con della bottarga fresca e polvere di tè maycha e wasabi «è un modo – ha spiegato Cracco – per avvicinarsi quanto più possibile all’idea nipponica della pasta e al desiderio di vederla condita con i loro ingredienti».



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